Una piccola Toscana

Dal 4 al 22 agosto 2016 (dal 13 al 20 giugno 2014)

di Carlo Camarotto

Monflanquin
Castello di Biron
Castello di Bonaguil
Castello di Bonaguil
Eymet
Castello di Bridoire
Castello di Bridoire
Castello di Bridoire
Il Castello dei giochi

Tappa numero 5, Dal 15 al 17 agosto 2016

Seconda settimana I
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Lunedì 15 agosto 2016 – Fuochi d’artificio

Celeste il mattino continua a correre dietro le galline. È il suo passatempo preferito, e anche il mio osservarla. È difficile trascrivere la tranquilla e pacifica emozione che un tale quadro bucolico può infondere nell’animo. Ammirare quel frugoletto correre avanti e indietro sul prato, cercando di catturare le galline starnazzanti con un muro di fusti di mais e filari di pruni a farle da cornice, è quanto di più rilassante e spensierato la vita sia stata in grado di offrirmi.

Cecilia invece è piena di adrenalinico entusiasmo, perché il suo pensiero è già volto alla serata, che passeremo a una festa di paese nei pressi di Miramont-de-Guyenne che terminerà con dei fuochi d’artificio. Sarà questo il suo ricordo più gradito del viaggio in Francia, indelebile memoria in grado di oscurare castelli, borghi medioevali, marché gourmande, viaggi in battello, pantagrueliche abbuffate e quant’altro. “Cecilia, qual è la più bella esperienza che hai vissuto in questo viaggio francese?”, “I fuochi d’artificio”.

Ma prima della serata, c’è da passare una giornata. E la mattinata che inizia con la rincorsa alle galline, termina con una visita al mercato nel centro di Miramont, anch’esso una bastide in cui è stata mantenuta la pianta quadrata del periodo medioevale, più qualche edificio degno di nota. Il cuore centrale intorno al municipio è carino e appare vivo e frizzante così arredato dalle bancarelle del mercato. Qui riesco a trovare finalmente la coppola che stavo cercando, in grado di proteggere la mia “capa pelata” dalle ingiurie del sole. E qui scorre felicità, perché la cosa incredibile della vita è che si riempie con le piccole cose.

Il pomeriggio scorre sonnolento, principalmente a causa del caldo che si fa discretamente opprimente, ma quando viene sera siamo tutti pronti per andare a festeggiare ferragosto al Lac du Saut du Loup, un laghetto un paio di chilometri fuori Miramont. Qui mia madre veniva a prendere il sole e a fare festa negli anni ‘60 e sicuramente per lei il momento è quello del fluire dei ricordi. Sulle sue rive hanno attrezzato una sorta di sagra a menù fisso, con tavoli allineati sotto tendono bianchi, in cui si mangeranno prosciutto e melone, entrecôte, pasticcio di patate e dolce alle mele. Noi ci arriviamo piuttosto presto, quando ancora l’afflusso delle persone è piuttosto scarso, in modo da appropriarci anche di una piacevole camminata intorno al lago. Ma poi, quand’è ora, ci conquistiamo un tavolo e viviamo appieno la serata, gustandoci il menù e divertendoci un mondo nel vedere le nostre due piccole lanciarsi sulle pedane da ballo allestite ai lati dei tavoli.

Finito di cenare ci dirigiamo nel vicino prato sulle rive del lago e non dobbiamo attendere molto perché una musica non ci raggiuga dall’altra riva. Poi iniziano, sempre a tempo di musica, i fuochi d’artificio tanto attesi, che illuminano la folla seduta sul prato intorno a noi. Cecilia tra le mie braccia e Celeste tra quelle di Caterina possono ammirare per la prima volta nella loro vita dei fuochi d’artificio, rimanendo sbalordite di fronte a tanta bellezza. In meno di un quarto d’ora tutto finisce, ma lo spettacolo rimane evidente ancora negli occhi di Cecilia, e sempre lo sarà.

Martedì 16 agosto 2016 – Monflanquin e Bonaguil

È il momento di dividerci. Mia madre desidera andare nuovamente a Lourdes, io impallidisco solo al pensiero. Loro partono al mattino verso sud, con l’idea di stare fuori una notte e ritornare alla gîte l’indomani, noi decidiamo di dedicare questi due giorni alla scoperta di borghi e castelli finora inesplorati.

Circa quaranta chilometri a est di Miramont sorge Monflanquin, l’unico paese del Lot et Garonne inserito nella lista dei “più bei borghi di Francia”. È un borgo medioevale che si erge su una collina, abbracciandola completamente, ponendosi così in una posizione di rilievo rispetto ai bucolici dintorni pianeggianti. Da qualsiasi parte si raggiunga, Monflanquin si staglia sopraelevato allo sguardo, in una perenne immagine da cartolina. Le strade salgono tutte verso il cuore della città, una bellissima piazza alberata a forma quadra, circondata da edifici in pietra e ampi portici, che la cingono completamente (Place des Arcades). Ma tutte le stradine del borgo, inesorabilmente pendenti, offrono visioni di belle case in pietra e graticcio di legno che profumano d’antico. Da un ampio parcheggio dietro la chiesa, proprio in cima alla collina, è possibile far scorrere lo sguardo sulle piane orientali, in cui s’intravedono le antiche mura del castello di Biron, che visitai quando ero piccolo. Un’immagine di campi, boschi e poche case sparse che accarezza l’animo.

Dopo aver pranzato a base di baguette, seduti all’ombra di un albero nella bella piazza centrale, e aver accontentato le bimbe con un gelato preso in uno dei tanti locali che dimorano sotto i portici di Place des Arcades, riprendiamo la macchina e partiamo verso est alla ricerca di un castello medioevale fortificato considerato tra i più belli di Francia, distante circa trenta chilometri. Il castello di Bonaguil sorge su uno sperone roccioso tra due irte colline, a dominare un bel borgo medioevale di case di pietra, che sorge proprio ai suoi piedi. Il castello è stato uno degli ultimi a essere costruito nel periodo tardo-medioevale e ha in sé tutte le strategie architettoniche difensive conosciute all’epoca. Proprio per questo non fu mai conquistato. Le mura sopra lo sperone erano davvero invalicabili e all’interno del castello c’era un pozzo profondo cinquanta metri da cui era possibile attingere acqua, potendo così superare eventuali assedi. Il nome del castello fa riferimento, infatti, alla “buona acqua” che si poteva trovare in ogni momento dell’anno al suo interno.

Il castello è per buona parte spoglio, ma ugualmente impressiona per l’architettura solida fatta di mura alte e spesse, fossati profondi, ponti levatoi e torri robuste. Anche se la sua visita non è per nulla semplice per due piccole bambine, con scalini stretti e ripidi e acciottolati sconnessi che rappresentano una bella sfida per non sbucciarsi le ginocchia, il castello risulta essere uno dei più belli visitati finora.

Quando torniamo alla macchina, siamo tutti piuttosto stanchi e il viaggio di circa un’ora per tornare a casa non sembra finire mai. Un po’ di relax alla gîte ci restituisce comunque la forza di ripartire per la serata verso Eymet, dove troviamo un mercato notturno in fervida agitazione. Tutta la piazza centrale è occupata da bancarelle di prodotti artigianali e di vari cibi, da prendere per asporto e mangiare ai tavoli preparati lungo le vie che portano alla piazza. In un angolo un gruppo di giovani suona della musica piena di grinta e l’atmosfera generale è spensierata e frizzante, ricca di persone che si gode la serata all’aperto. Ceniamo ancora alla Maison d’Amour. Poi comincia a essere tardi e le bambine mostrano i primi segni di cedimento. Ma in realtà siamo tutti cotti al punto giusto per tornare a casa felici e contenti.

Note
Château de Bonaguil: ingresso 9,50 €, gratuito sotto i 6 anni, ragazzi (da 6 a 12 anni) 5 €, altre riduzioni 7,50 €. In luglio-agosto aperto ogni giorno dalle 10.00 alle 19.00; orari diversi in altri periodi dell’anno.

Mercoledì 17 agosto 2016 – Bridoire

I ritmi al mattino sono piuttosto tranquilli, più conformi alla lentezza di Caterina che alla mia normale vivacità mattutina. Quindi è già parecchio tardi quando ci ritroviamo all’ufficio turistico di Marmande, ricchissimo di materiale informativo e giochi interattivi che appassionano i più piccoli. Il Lot et Garonne è principalmente una regione di prodotti agricoli d’eccellenza ed è questo che i suoi uffici turistici tendono a evidenziare.

Dopo pranzo partiamo verso nord in direzione di Bergerac, oltrepassando in un sol colpo Miramont e Eymet, per puntare verso il Castello di Bridoire, circa dieci chilometri dalla bella città di Cyrano. Di questo castello non avevo mai sentito parlare nelle mie precedenti visite in Francia, e nemmeno avevo mai letto nulla di lui. A farmelo scoprire è stata la tovaglietta della Maison d’Amour, che riportava varie immagini del castello. Appuntite torri a cono svettavano su un recinto di edifici medioevali protetti da spesse mura: “Bridoire, il castello dei giochi, per giocare con la storia”, così riportava la tovaglietta.

Poco prima di giungere a Bergerac, ci s’inoltra nella campagna a destra della strada principale e dopo qualche chilometro si è accolti da un ampio parcheggio erboso, al nostro arrivo già colmo di macchine. Le mura e le torri del castello si notano oltre le fronde degli alberi del parco che lo circonda già oltre la piccola biglietteria. Il parco è pieno zeppo di giochi di legno d’altri tempi, un po’ di tutti i tipi. Si va dal percorso in mezzo agli alberi del gioco dell’oca al campo da hockey su prato, dal croquet al bowling, dal percorso per la corsa con i sacchi a vari tipi di tiro al bersaglio. Celeste e Cecilia iniziano a giocare a tutto quello che possono, divertendosi un mondo fin da subito, tanto che dobbiamo strattonarle per oltrepassare il ponte di pietra e il grande portale d’ingresso che permette di accedere al di là delle mura. Qui troviamo il giardino interno del castello, anch’esso riccamente attrezzato di giochi di legno per grandi e piccini. Ma quasi ovunque nel castello troveremo passatempi ludici per tutti i gusti: il teatro delle marionette e delle ombre cinesi saranno quelli che otterranno il maggior successo.

Il castello è di proprietà di una famiglia di mecenati che l’ha acquistato nel 2011 e, dopo un intenso lavoro di restauro, l’ha reso visitabile al grande pubblico. Non tutte le sue parti sono restaurate e accessibili, ma ormai la maggior parte è stata restituita agli antichi fasti. In ogni stanza è riportata una fotografia che mostra le condizioni in cui versava la stanza prima del restauro, dopo decenni di abbandono. I lavori di restauro sono stati complessi, ma vista la quantità di persone in visita e il loro evidente divertimento, ne è sicuramente valsa la pena.
Sono quasi le sei quando decidiamo di andarcene, anche se lo sforzo maggiore è quello di riuscire a staccare le bambine dalla miriade di giochi disposti in ogni dove (in totale sono più di ottanta). Durante la visita, mentre loro si divertivano un mondo, noi abbiamo potuto gustarci appieno questa bellezza medioevale splendidamente gestita: Bridoire è certamente kid-friendly.

Note
Château de Bridoire: ingresso 9 €, gratuito sotto i 4 anni, bambini (da 4 a 10 anni) 6 €, altre riduzioni (11-18 anni, studenti, portatori di handicap) 7 €. In luglio-agosto aperto ogni giorno dalle 10.00 alle 19.00; orari diversi in altri periodi dell’anno.