Una piccola Toscana

Dal 4 al 22 agosto 2016 (dal 13 al 20 giugno 2014)

di Carlo Camarotto

Les Arénes
Van Gogh
Arles
Rodano
Arles

Tappa numero 7, Dal 20 al 22 agosto 2016

Viaggio di ritorno
Aquitania_7

Sabato 20 agosto 2016 – Tanti saluti cara gîte (segue)

Il cielo grigio ci accompagna nel saluto alla gîte e ci guida fino a Marmande, e poi in autostrada dritti verso Tolosa. Fin lì tutto bene, poi sorgono i consueti problemi di traffico nella congestionata zona tra Narbone e Montpellier. Tra code e andature molto lente, non riusciamo ad arrivare a destinazione prima di sera, con un bel ritardo su quanto inizialmente previsto.

Ad Arles alloggiamo all'Hotel Relais de Poste, ospitato in un vecchio edificio in centro città con una particolare atmosfera bohemien. Lo trovo perfettamente in tema con la città che lo ospita, un insieme unico d'arte e storia, calato in una tradizionale realtà francese fatta di una piacevole, anche se un po' trasandata, vita vissuta. Nel mio immaginario poche città rappresentano così fedelmente l'idea di una città francese, pur con in mezzo alla città un'arena e altri resti romani che solo ad un primo sguardo appaiono decontestualizzati. Ci si accorge subito che sono parte integrante della storia di Arles e del suo tessuto sociale. Mi sono bastati pochi passi serali alla ricerca di un ristorante per sentirmi attratto dalla città in un modo raramente provato in viaggio. Guardando Caterina negli occhi vi scorgo gli stessi sentimenti, come quelli di Celeste che non stacca più lo sguardo dai molti palazzi del centro, la testa perennemente rivolta all'insù. Con nessuna fatica convinco tutti a dedicare ad Arles anche la mattina seguente.

Note
Le Rendez-vous (3 Rue Barréme, Arles): voto 9. Sito in una via un po' nascosta, ristorantino molto curato, dall'atmosfera moderna e molto calda. Il cibo è ricercato e gustoso, con porzioni di media grandezza. Siamo tutti d'accordo nel giudicarlo il migliore ristorante della nostra esperienza francese.
Hotel Relais de Poste (2 Rue Moliére, Arles): voto 7. Affascinante aria bohemien, ma con qualche cattivo odore di troppo.

Domenica 21 agosto 2016 – Arles

Un po' in tutta Arles s'incontrano resti romani. Oltre alla bellissima Arena (les Arénes), simile a quella di Verona, c'è il criptoportico, una galleria sotterranea che corre sotto il centro città, e il teatro romano. L'antico passato romano di Arles è ancora molto sentito, tanto che quest'oggi c'è una manifestazione con gente vestita da antichi romani proprio sotto le vecchie mura dell'arena.

Il nucleo abitativo ha origini che risalgono alla preistoria e fu abitata nel corso dei secoli da popolazioni di etnia celto-ligure, che la chiamavano Ar-Lath (luogo davanti alle paludi). La città romana fu fondata nel 46 A.C., per volere di Giulio Cesare, e da allora e per i successivi quattro secoli Iulia Paterna Arelate divenne una città importante della romanità e si arricchì dei principali monumenti che si possono ammirare ancora oggi.

Les Arénes sono sicuramente il monumento più famoso e meglio conservato, un grande anfiteatro risalente al I secolo D.C., nel Medioevo trasformato in fortezza, con la costruzione di torri di guardia tuttora visibili e, al suo interno, di abitazioni civili e chiese. Tale assetto rimase invariato fino alla metà del 1800, quando l'arena fu riportata allo stato originario, e destinata a spettacoli di corrida provenzale. Un restauro recente ha rimesso in luce il pallido calcare marino della costruzione originale.

Il Cryptoportico, al quale si accede dall'Hotel de Ville, consiste in una galleria sotterranea a forma di U, giunta intatta fino ai noi dall'epoca romana, che a suo tempo fungeva da magazzino delle derrate. Poco distante da Place de la Republique si trovano, invece, i resti del Teatro Romano, purtroppo in cattive condizioni di conservazione poiché utilizzato, come altri monumenti risalenti alla dominazione romana, come cava di pietra per costruzioni in epoche successive. Nei pressi delle rive del Rodano ci sono, infine, le Terme di Costantino, un edificio risalente al IV secolo, epoca in cui l'Imperatore trascorse lunghi periodi ad Arles, che in suo onore cambiò nome in Costantinia.

Ma oltre i resti romani, Arles può offrire altro, come la Cattedrale di St. Trophime (XII sec.), capolavoro del romanico provenzale, o lo stesso Hotel de Ville, edificio di epoca rinascimentale sormontato da una torre medioevale. La città è visitabile a piedi seguendo le indicazioni poste sul selciato che segnalano quattro itinerari diversi e intersecabili: Arles Antica, Medioevale, Rinascimentale e Barocca e, infine, l'itinerario Van Gogh. Il grande pittore olandese soggiornò per oltre un anno ad Arles, ritraendone scorci che appaiono nei suoi quadri più famosi.

Ed è proprio dall'Espace Van Gogh, il centro culturale dedicato al pittore, che ripartiamo la mattina alla scoperta della città, puntando poi a tutti i resti romani e concludendo facendoci rapire da uno scorcio del Rodano. Una mattina passata a confermare come Arles sia una città bella, fresca, solare, piena di fiori e senso artistico in egual misura. Da rivisitare assolutamente in futuro.

Appena dopo pranzo ripartiamo per l'Italia, con meta Acqui Terme, cittadina piemontese che sorge nella zona sud-orientale dell'alto Monferrato, sulla sponda sinistra del fiume Bormida. Ci arriviamo in tarda serata e vediamo davvero poco della cittadina. Il tempo di sistemarci in albergo e cenare in centro a base di vera pizza italiana, poi siamo tutti troppo stanchi per non farci attrarre dal letto.

Note
Pizzeria Trattoria La Cuntrò (Corso Bagni 66, Acqui Terme): voto 7. Molto buona la pizza, a pasta spessa, come piace a me. Abbiamo trovato però una serata un po' troppo rumorosa e i tavoli sono troppo vicini tra loro per i miei gusti.
Hotel Valentino (Passeggiata Fonte Fredda 3, Acqui Terme): voto 9,5. Albergo tre stelle appena restaurato, bello, pulito, ordinato. Impeccabile. Tutti ne sono soddisfatti, io in primis, perché sono riuscito a prenotare le camere a un prezzo davvero basso (30 euro la doppia, 40 euro le triple, colazione inclusa). Rapporto qualità/prezzo stratosferico.

Lunedì 22 agosto 2016 – Acqui Terme

L'hotel Valentino se ne sta alla base di una collina boscosa, inondato completamente dai raggi del sole il mattino. Nei suoi pressi sorgono gli impianti termali e un'ampia piscina all'aperto, con l'acqua color turchese molto invitante. Lì decidiamo di passare la mattinata, crogiolandosi al sole distesi sugli sdrai piuttosto che in acqua, che è piuttosto freddina. Poi si fa l'ora di ripartire verso est, per concludere il viaggio all'autogrill di Limena. Ai saluti Matteo non riesce a trattenere le lacrime per le troppe emozioni vissute. Lo comprendo. E' stato un bellissimo viaggio che ha meritato appieno di essere trascritto e raccontato. Un viaggio diverso, e per questo unico.

Giudizio finale

Attrattive Naturali 8,5
L'unica vera attrazione naturale è stata l'immensa duna di Pilat, che, al netto dell'eccessiva presenza di persone che la visitano, è davvero splendida. Ma inserisco in questa sezione anche la bucolica campagna del Pay du Dropt, in cui siamo stati immersi per quasi tutto il nostro viaggio (ed ecco perché il voto si alza).

Attrattibe Antropiche 8,5
Uno dei motivi di un viaggio in queste lande: bastides e château. Anche se meno rinomati di quelli di altre zone francesi, in tutta la zona ci sono parecchi castelli da visitare, alcuni davvero belli, cui si sommano i vari borghi medioevali splendidamente conservati.
Nota di merito poi per Arles, città che meriterà sicuramente una nuova visita in futuro.

Relazioni Umane 8
Il viaggio nasceva con lo scopo di riscoprire i tanti parenti francesi. In questo è riuscito quasi perfettamente.

Feeling Compagni di viaggio 7
Per essere stato un gruppo numeroso, tutto il viaggio è scorso più che liscio. Viaggiando in compagnia di due bimbe piccole, però, qualche compromesso si è dovuto trovare.

Totale 32/40

Classifica dei luoghi

Monflanquin-Bonaguil: Il borgo e il castello più belli della regione, visitabili nella stessa giornata.
Arles: Poche città mi sono piaciute così tanto di primo acchito. Un amore a pelle che meriterà di essere approfondito in futuro.
Bridoire: l castello dei giochi, una lieta scoperta che ha saputo divertire i piccoli e piacere ai grandi. Consigliato.
Bergerac: Un gioiellino di città adagiato sulla Dordogna.
Duras: Una perla nascosta nel Pay du Dropt: castello, mercato e vino.
Eymet-Issigeac-Prayssas: Un trittico di bastides il cui animo medievale è ben conservato. Da visitare in concomitanza con un marché gourmande.
Dune de Pilat: Impressionante bellezza naturale, purtroppo presa d'assalto da folle oceaniche di turisti.
Avignone-Pau: Unite qui perché visitate per poco troppo tempo. Al primo sguardo promettono bene, ma richiedono di essere vissute più intensamente.
Marmande: Non è una città turistica, ma qualcosa da ammirare c'è lo stesso.
Miramont de Guyanne: Nulla di speciale, sennonché intorno ci vivono quasi tutti i miei parenti.