In bicicletta tra le isole del Quarnero

Dal 18 al 27 agosto 1997

di Paolo Adami e Carlo Camarotto

Vicino a Bakar
Vagabondi

Tappa numero 2, 19 agosto 1997

Bakar e Krk

Martedì 19 agosto

Sveglia alle otto. Carlo viene sbeffeggiato: “Cosa dicevi a proposito del bel sole che illumina la baia?”. Il cielo è completamente nuvoloso e fa freddo. Smontaggio tende e partenza rapida verso oriente.

Caratteristica di Paui: odia pedalare nelle città, in mezzo al traffico. Infatti durante l’attraversamento di Rijeka sviluppa la più classica delle “crisi metropolitane”. Afasico, taciturno, pedala a testa bassa respirando passivamente lo smog. Il superamento di Rijeka avviene tra vari saliscendi in strade trafficate e strette, dunque in una situazione piuttosto pericolosa per dei cicloturisti. La situazione non migliora dopo la città, lungo la stretta strada panoramica che costeggia la costa tra Rijeka e il ponte dell’isola di Krk, la nostra destinazione. Per nostra fortuna, dopo una decina di chilometri avvistiamo un paese affacciato su una bella baia, proprio sotto di noi: ci sembra carino e decidiamo di andare a pranzare laggiù. Scopriamo così Bakar, un bellissimo borgo dai ritmi sonnolenti. Cerchiamo, e troviamo, un ristorante che offra i famosi (ma pesanti) cevapcici, da accompagnare con una buona birra.

Nel dopopranzo, inevitabilmente, ci concediamo un breve riposo su scomode panchine e/o materassini. Il risveglio provoca affanno generale nel gruppo: i cevapcici si fanno sentire, come pure si fa sentire la cipolla con cui erano conditi. Decidiamo di smaltire il tutto con una visita breve al pittoresco paesino, molto carino se non fosse che sorge in una baia in cui la fa da padrone una altissima ciminiera di una fabbrica non meglio identificata.

Ripartiamo che non sono ancora scoccate le quattro in direzione Krk. La strada è ancora trafficata, ma presenta minori saliscendi fino a Bakarak, e poi prosegue in leggera salita fino al ponte che separa la terraferma dall’isola di Krk. L’attraversamento del ponte di Krk è a pagamento.

A Krk giunge inaspettata la crisi di Alessandro: avanza per inerzia, incollato spudoratamente alle ruote dei compagni. Insiste di fermarsi al campeggio più vicino che pare essere, dalla cartina a nostra disposizione, quello di Malijska. Il camping si chiama “Draga” e lo si raggiunge dopo una bella discesa, come spesso avviene in queste isole le cui strade costiere sono elevate rispetto ai centri abitati della costa.

Al nostro arrivo al campeggio dobbiamo subire una paternale dei proprietari sul rispetto del silenzio, scottati la sera precedente da alcuni turisti chiassosi. Il cenone vede finalmente le prime portate di pesce: ottimi i calamari fritti e pure quelli ai ferri.

Anche la seconda giornata si conclude con crisi di stanchezza causate dalla mancanza di abitudine allo sforzo. Il gruppo appare poco reattivo, “dislessico” e silenzioso. Ritorniamo al camping per passare la notte.

 

Dati 2a tappa. Rijeka - Malijnska: 62 km percorsi alla media di 18.5 km/h. Velocità massima raggiunta: 65 km/h. Chilometri totali fatti: 131.