Scotland by train

Dal 2 al 18 agosto 1996

di Carlo Camarotto

Glagow
La cattedrale di Glasgow

Tappa numero 2, 5 agosto 1996

Glasgow
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Giovedì 5 agosto – Glasgow

Il treno per la Scozia parte dalla King Cross Station poco dopo le dieci. È una sorta di intercity che ferma in pochissime stazioni e vola via veloce verso nord. Il costo del viaggio sarebbe quasi proibitivo (intorno alle 60 sterline; a quel tempo il cambio era circa 2500 lire a sterlina, quindi più o meno 75 euro) se non avessimo il biglietto interrail: nel Regno Unito possiamo prendere qualsiasi treno senza pagare il supplemento.

Glasgow ci aspetta cinque ore dopo la partenza, accogliendoci con un cielo grigio ed una temperatura niente affatto estiva. L’impressione che la città trasmette al primo impatto è quella che stia cercando di emulare il cielo che la sovrasta, gareggiando con questo per apparire più grigia, per annullare con più efficacia qualsiasi traccia di colore.

Senza perdere un secondo puntiamo decisi al TIC (Tourist Information Centre), un grande ufficio efficacemente organizzato in St Vincent Place, praticamente affacciato su George Square. Come prima esperienza di viaggio itinerante ho una fede cieca in quello che riporta la guida, che tengo spesso tra le mani. Riguardo all’ottima organizzazione scozzese in fatto di prenotazione d’alloggi attraverso i TIC, la guida si dimostra più che veritiera.

La Scozia è presa d’assalto dai turisti durante il mese d’agosto e questo riduce drasticamente la possibilità di trovare un alloggio per la notte. Grazie ad un sistema centralizzato d’accomodamento, aggiornato in tempo reale, attraverso il TIC è possibile trovare e prenotare quello che fa per te, senza la necessità di dover sobbarcarti fisicamente la fatica di trovarlo. Bisogna comunque presentarsi negli uffici il prima possibile, perché le buone occasioni diminuiscono velocemente con il trascorrere della giornata. Purtroppo le tre, l’ora alla quale giungiamo al TIC, sono già un orario limite per chi vuole, come noi, pernottare in alloggi non troppo cari. Dobbiamo accontentarci e spendere un po’ più del previsto.

Scegliamo una bella casa in stile vittoriano in una delle strade del centro, dalla facciata bianco candido e le ampie finestre coperte da spesse tende color avorio. È più un piccolo ed accogliente alberghetto che un Bed&Breakfast come ce l’hanno tacciato al TIC, ma odora sufficientemente di british da non farci storcere più di tanto il naso. Comunque solo il tempo di buttare a terra i pesantissimi zaini e siamo già pronti a calcare i marciapiedi di Glasgow per questo unico e striminzito giorno che le concederemo.

Seguendo il suggerimento della guida, come base di partenza scegliamo George Square, un ampio spazio circondato da imponenti edifici in stile vittoriano, tra cui l’ufficio postale, la Bank of Scotland e le City Chambers (sede del governo locale, costruite verso la fine del 1800, nel periodo di massimo splendore della città). Da George Square ci incamminiamo verso ovest per raggiungere, a qualche isolato di distanza, la Cattedrale. Questa si erge imponente ai piedi di una piccola collina che delimita il centro cittadino verso ovest, proprio nel centro dell’area più antica della città. È un edificio che risale al XIII secolo in stile gotico, praticamente di color nero a causa dello smog incrostatosi sulla pietra negli ultimi decenni. A lato della Cattedrale, appena al di là della strada, visitiamo la Provand’s Lordship, la casa più antica di Glasgow, costruita nel 1471, che ospita un piccolo museo sulla sua storia. Completiamo il nostro giro quando ormai la vita serale della città sta passando dalle strade e dai negozi (che chiudono inesorabilmente alle cinque e mezza) ai pub, camminando tra i viali della necropoli che si inerpica sulle pendici della collina che sovrasta la cattedrale.

Ridiscesi in città non possiamo esimerci dal condividere con gli scozzesi la vita del pub. Non è affatto un problema fare nostra l’usanza di salutare la sera con una buona pinta di birra e quattro chiacchiere seduti nei pressi di un saldo bancone di legno. Il nostro primo pub ci allieta anche con musica dal vivo, ricordandomi che simili ambienti hanno visto gli esordi di gruppi musicali diventati poi molto famosi, come i Simple Minds ed i Tears for Fears.

Alla fine di quello che diventerà un rituale giornaliero sempre rispettato, continuiamo a vagare, spesso a casaccio, tra le vie di Glasgow, fino a farci sorprendere dal buio. Per l’indomani ci aspettano le coste e le vallate delle Highlands, la nostra vera meta.