Scotland by train

Dal 2 al 18 agosto 1996

di Carlo Camarotto

La stazione di Corpach
Fort William
Highlands

Tappa numero 3, Dal 6 al 7 agosto 1996

Fort William
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Venerdì 6 agosto – Corpach

Non dobbiamo svegliarci eccessivamente presto perché il treno per il nord parte solo in tarda mattinata. Di fronte alla scelta tra una colazione di stampo continentale ed una di stampo britannico, ancora poco avvezzo a mangiare salato appena sveglio, o forse solo intimorito dall’idea, opto per la prima.

Glasgow ci saluta con il suo cielo grigio, specchio della città che lo osserva dal basso, ma noi ormai abbiamo la mente e lo sguardo fissi in avanti, verso quel nord che ci stimola così tanto la fantasia: sogniamo paesaggi rudi ma romantici, selvaggi ma fiabeschi, degni scenari per l’animo celtico trapiantato in queste terre dalla notte dei tempi. Il viso è incollato al finestrino del treno fin dalla periferia della città, intento a catturare qualsiasi cambio nel paesaggio, qualsiasi variazione di colori e di forme. La West Highland, la linea ferroviaria che da Glasgow si dirige verso nord attraversando la Scozia centrale per raggiungere Fort William e poi Mallaig, è forse una delle più spettacolari dell’intera Gran Bretagna. Lo spettacolo inizia quando, ripiegando leggermente verso est, la ferrovia si affianca alle strette propaggini settentrionali del Loch Lomond, un lago di origine glaciale tra i più famosi di Scozia. Oltre a questo si estende il margine occidentale dello Scottish Lake District (i Trossach), una bellissima fantasia di loch e colline. Proseguendo verso nord si passano stazioni come Crianlarich, da dove parte una diramazione della ferrovia verso Oban, si affrontano i monti Grampiani, correndo attraverso le splendide lande selvagge di Rannoch Moor, e si conclude raggirando il Ben Nevis, per fermarsi ai suoi piedi. Così, in poco meno di quattro ore di viaggio, ci ritroviamo a Fort William, una piccola cittadina affacciata sul Loch Linhe (che in questo caso non è un lago ma un fiordo) ed immersa in uno scenario montano da favola. L’attenzione è rivolta a “The Ben”, il monte più alto del Regno Unito, che si staglia con la sua cima arrotondata verso sud. Il posto è una meta turisticamente rinomata, più per il paesaggio che la circonda che per la cittadina in se stessa, che non pare offrire nulla di artisticamente rilevante.

Anche questa volta giungiamo al TIC sul tardi e, difatti, posto da dormire non ce n’è più tanto. La migliore soluzione è un B&B dall’altra parte della stretta baia, in una piccola località di nome Corpach, dotata anche di una minuscola stazione con fermata a richiesta (in alcune stazioni sulle tratte ferroviarie scozzesi il treno si ferma solo se qualcuno lo richiede).

Veniamo così accolti da una tipica famigliola scozzese, una coppia piuttosto giovane con un paio di piccoli bambini. La casa è confortevole e la nostra stanza è ben arredata e piuttosto ampia. L’unico appunto è la moquette distesa ovunque, anche in bagno.

Purtroppo non ci sono altri treni per tornare a Fort William, quindi dobbiamo per forza accontentarci di Corpach, che in realtà non sembra offrire nulla se non la calda atmosfera di un pub. È comunque l’ora dell’usuale rito, quindi la cosa è accettata di buon grado. Luca, appena seduti al tavolo, viene colto da un attacco fulmineo di fame e decide d’accompagnare la birra con un pollo alla cacciatora, che gli viene servito con uno spesso contorno di pasta sporcata di salsa.

L’oscurità ci sorprende con la mano ancora incollata al bicchiere di birra: c’è da sentirsi dei veri scozzesi. 

Sabato 7 agosto – Fort William

Mi sveglio che non solo sono disposto a provare una vera colazione britannica, ma ho tutte le intenzioni di gettarmi a capofitto su tutto ciò che c’è di commestibile sul tavolo: aver saltato la cena ha i suoi effetti.

La gentile signora ci offre un pasto degno di un re, con tutto il necessario per placare i morsi della fame. Ci gustiamo la colazione seduti in un luminoso soggiorno con un’ampia vetrata, lo sguardo libero di spaziare sull’area montuosa che circonda il Loch Linhe.

Per quanto il B&B sia ottimo, siamo troppo vincolati al treno per muoverci: l’idea di rimanere nuovamente ancorati a Corpach non piace a nessuno dei due. Decidiamo così di ripresentarci al TIC per trovare una sistemazione più vicina al centro. Arrivandoci presto, anche se gli uffici sono già affollati di turisti, riusciamo a strappare una buona occasione.

Il B&B si trova appena in periferia, facilmente raggiungibile a piedi, ed è la casa di una signora di sessant’anni dai capelli grigi e lo sguardo attento. È una tipa vispa ed allegra, ma la sensazione che ti scruti dalla testa a piedi è molto forte. Comunque ci accoglie nella sua casa senza nessun problema e ci pare di esserle simpatici.

Abbandonati gli zaini ritorniamo verso il centro del paese, dove iniziamo a vagare senza una vera meta. Il cielo è ancora coperto e l’aria, anche se non fredda, è certamente fresca: non vedo il sole da quando siamo partiti da Londra. Nel nostro girovagare, verso sera, incontriamo quattro ragazzi italiani che avevamo incrociato al mattino di fronte al TIC: loro entravano, noi uscivamo. Sono un po’ trafelati perché il B&B che avevano trovato al mattino li ha rifiutati. In realtà erano semplicemente arrivati all’alloggio con un’ora di ritardo rispetto al limite fissato al momento della prenotazione, così il padrone del B&B aveva richiamato il TIC e si era fatto mandare qualcun’altro. Con il sole ormai quasi al tramonto, stanno già considerando l’idea di dormire all’addiaccio, presumibilmente in stazione. Lì salutiamo lasciandoli al loro destino.

A noi non rimane che osservare l’arrivo della notte dai saldi appoggi offerti dal bancone di un pub.