Scotland by train

Dal 2 al 18 agosto 1996

di Carlo Camarotto

No vacancies
The Highlander

Tappa numero 5, Dal 9 al 10 agosto 1996

Kyle of Lochalsh
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segue... Lunedì 9 agosto – Kyle of Lochalsh

Il paesino di Kyle of Lochalsh, solo poco più grande di Mallaig, è anch’esso privo di un ufficio turistico. La giornata continua ad essere brutta, con il cielo interamente coperto da nuvole grigie. Mentre vaghiamo in cerca di un alloggio anche le strade e le case ci paiono dello stesso color del cielo, sempre più tetre mano a mano che proseguiamo nella nostra infruttuosa ricerca, scontrandoci sempre con un unico e desolante cartello, quello riportante la scritta “No Vacancies”. Il paese sembra aver raggiunto la massima capacità ricettiva, dimenticandosi di noi.

Siamo già sul punto di prendere il primo treno utile per Inverness, con l’aspettativa di dormire in quella che speriamo sia una grande e bella stazione, quando l’ennesima signora anziana che ci apre la porta risponde affermativamente alla nostra richiesta: ha una camera libera. Il prezzo però è spropositato, 32 sterline a testa (a Glasgow, in quello che però era un albergo di un certo livello, avevamo pagato 24 sterline; normalmente pagavamo tra le 15 e le 20 sterline). Siccome l’alternativa è il duro pavimento della stazione decidiamo, anche se con un certo disagio, d’accettare.

Abbandonati gli zaini, sfruttiamo gli ultimi istanti prima dell’usuale birra incamminandoci in direzione dello Skye Bridge. Da lassù si gode una bella vista del Loch Alsh, che scorre qualche decina di metri più in basso, e delle due rive scure che si fronteggiano da millenni, unite da quel cordone ombelicale di cemento e asfalto solo da pochissimi anni.

Ora che abbiamo un posto dove dormire, il paesino ci appare più carino, sufficientemente carico di quell’atmosfera malinconica che normalmente associo alle piccole cittadine portuali del nord Europa. Il pub dove ingurgitiamo la tradizionale pinta di birra è il solito posto caldo dove dimenticare l’assillo dei problemi giornalieri. Ovviamente per noi è solo un posto dove scoprire un frammento di vera Scozia. 

Martedì 10 agosto – Eilean Donan Castle

La signora del B&B ci aveva garantito una colazione più che abbondante. Scopro con piacere che non ha mentito. Su un tavolo di legno posto al centro di un salotto poco illuminato c’è veramente di tutto, dal salato al dolce. Visto quanto stiamo pagando, mangiamo fino quasi a scoppiare.

Con la pancia gonfia, la mia attenzione viene attratta da un movimento al di là del divano. Con sorpresa vi ritrovo il giovane nipote della padrona di casa che dorme sopra un giaciglio improvvisato. A questo giungono per poter affittare almeno una stanza, in modo da guadagnare qualche soldo in più.

Usciamo presto dal B&B perché abbiamo solo la mattinata per visitare una delle più belle attrattive della zona, l’Eilean Donan Castle. Per arrivarci prendiamo al volo una corriera che ci porta a destinazione in meno di mezz’ora.

L’Eilean Donan è uno dei castelli scozzesi più conosciuti e fra i più facilmente identificabili, grazie alla sua apparizione nel film ‘Highlander’. Il suo aspetto scenografico è di quelli da mozzare il fiato, anche se le orde di turisti che lo assediano offuscano in parte l’alone mistico che un tempo sicuramente lo avvolgeva. Il castello, di proprietà del Clan MacRae, è posto su una piccolissima isoletta sul Loch Duich, vicino alla confluenza con il Loch Alsh ed il Loch Long, immerso in un incantevole paesaggio fatto di colli ammantati di verde che si rispecchiano nelle acque del fiordo. La zona è soggetta a delle maree piuttosto elevate, quindi lo scenario sul loch cambia di continuo.

La costruzione originale risale al 1220, ma quello che si ammira oggi è dovuto ad un restauro avvenuto all’inizio del secolo scorso. Il castello fu collegato alla terraferma per mezzo di un ponticello di pietra solo nel 1937. Le pareti della prima stanza del pianterreno sono per la quasi totalità decorate con foto di scena del film che ha contribuito a renderlo famoso al mondo.

Tornati a Kyle of Lochalsh, al momento di ricaricare le spalle del fardello degli zaini, veniamo letteralmente sorpresi da una bellissima notizia. La padrona di casa ammette di essersi confusa e che il prezzo della stanza non è di 32 sterline a testa ma di 24 per l’intera stanza. Di colpo il luogo diventa il meno costoso tra tutti gli alloggi finora incontrati. Luca stenta a credere alle sue orecchie, ma il sincero sorriso della signora non può essere frainteso.

Non credendo al semplice equivoco, fornisco la mia personale spiegazione di come questo fatto sia potuto succedere. La signora non ha avuto inizialmente una bella impressione dei nostri volti scarni ed incolti. Per questo ha sparato una cifra altissima nella speranza che rifiutassimo. Scoperto invece che siamo due tipi tranquilli e simpatici, giudizio da lei stessa espresso mentre facevamo colazione, ha deciso di farci pagare la cifra corretta. Mi ripeto, questa è una mia personale deduzione, ma sono convinto di non allontanarmi molto dalla realtà.

Di colpo gli zaini sono sembrati più leggeri ed il tempo trascorso a Kyle ci è sembrato a dir poco entusiasmante. Con questo felice stato d’animo salutiamo la signora e ci dirigiamo alla stazione dei treni, meta Inverness.