Tappa numero 2, 19 agosto 1997
Martedì 19 agosto
Sveglia alle otto. Carlo viene
sbeffeggiato: “Cosa dicevi a proposito del bel sole che illumina la baia?”. Il
cielo è completamente nuvoloso e fa freddo. Smontaggio tende e partenza rapida
verso oriente.
Caratteristica di Paui: odia
pedalare nelle città, in mezzo al traffico. Infatti durante l’attraversamento
di Rijeka sviluppa la più classica delle “crisi metropolitane”. Afasico,
taciturno, pedala a testa bassa respirando passivamente lo smog. Il superamento
di Rijeka avviene tra vari saliscendi in strade trafficate e strette, dunque in
una situazione piuttosto pericolosa per dei cicloturisti. La situazione non
migliora dopo la città, lungo la stretta strada panoramica che costeggia la
costa tra Rijeka e il ponte dell’isola di Krk, la nostra destinazione. Per
nostra fortuna, dopo una decina di chilometri avvistiamo un paese affacciato su
una bella baia, proprio sotto di noi: ci sembra carino e decidiamo di andare a
pranzare laggiù. Scopriamo così Bakar, un bellissimo borgo dai ritmi
sonnolenti. Cerchiamo, e troviamo, un ristorante che offra i famosi (ma
pesanti) cevapcici, da accompagnare con una buona birra.
Nel dopopranzo, inevitabilmente,
ci concediamo un breve riposo su scomode panchine e/o materassini. Il risveglio
provoca affanno generale nel gruppo: i cevapcici si fanno sentire, come pure si
fa sentire la cipolla con cui erano conditi. Decidiamo di smaltire il tutto con
una visita breve al pittoresco paesino, molto carino se non fosse che sorge in
una baia in cui la fa da padrone una altissima ciminiera di una fabbrica non
meglio identificata.
Ripartiamo che non sono ancora
scoccate le quattro in direzione Krk. La strada è ancora trafficata, ma
presenta minori saliscendi fino a Bakarak, e poi prosegue in leggera salita
fino al ponte che separa la terraferma dall’isola di Krk. L’attraversamento del
ponte di Krk è a pagamento.
A Krk giunge inaspettata la
crisi di Alessandro: avanza per inerzia, incollato spudoratamente alle ruote
dei compagni. Insiste di fermarsi al campeggio più vicino che pare essere,
dalla cartina a nostra disposizione, quello di Malijska. Il camping si chiama
“Draga” e lo si raggiunge dopo una bella discesa, come spesso avviene in queste
isole le cui strade costiere sono elevate rispetto ai centri abitati della
costa.
Al nostro arrivo al campeggio
dobbiamo subire una paternale dei proprietari sul rispetto del silenzio,
scottati la sera precedente da alcuni turisti chiassosi. Il cenone vede
finalmente le prime portate di pesce: ottimi i calamari fritti e pure quelli ai
ferri.
Anche la seconda giornata si
conclude con crisi di stanchezza causate dalla mancanza di abitudine allo
sforzo. Il gruppo appare poco reattivo, “dislessico” e silenzioso. Ritorniamo
al camping per passare la notte.
Dati 2a tappa. Rijeka -
Malijnska:




















