A zonzo con i Rezzonici

Dal 7 al 21 agosto 2022

di Carlo Camarotto

Mappa del viaggio

Presentazione

Ci sono viaggi che si sognano per anni, disegnati nei dettagli, giorno per giorno, su mappe immaginarie. Altri, invece, nascono d’impulso, da una conversazione al telefono o da un messaggio che appare sullo schermo mentre si sta sistemando la spesa. La maggior parte dei miei viaggi rientra nella prima categoria. Quello che sto per raccontarvi, invece, ricade quasi totalmente nella seconda. Nasce, improvviso, da un desiderio nascosto, soffuso, sepolto sotto vari strati di quotidianità: la segreta voglia di rivivere i giorni spensierati dell’università, come quelli trascorsi tra le mura di un vecchio appartamento a Padova, in Via Rezzonico. Il desiderio di un’avventura che affonda le radici nella nostalgia di quegli anni lontani, in cui, insieme ad altri nove “diversamente giovani”, diventai un Rezzonico.

Non eravamo solo coinquilini. Formavamo un’alchimia unica di sogni, personalità e bollette da pagare. Ciascuno di noi portava qualcosa di speciale in quell’appartamento: risate sguaiate, drammi notturni, bevute colossali, cene improvvisate che diventavano tutto d’un tratto dei banchetti con decine di ospiti. Poi la vita ci ha condotti in direzioni diverse, spargendo alcuni di noi per l'Europa, come semi leggeri portati dal vento.

Così è nato questo viaggio. Un tragitto tracciato dai ricordi e da volti che vedo ormai di rado. Tre tappe. Tre città. Tre Rezzonici da ritrovare. Da Padova a Zurigo, poi a Leiden e, infine, a Odense. Per tornare a casa, poi, altre due tappe: Berlino e Bratislava. La prima per incontrare un altro amico, la seconda per visitare un paese ancora sconosciuto. Tutto rigorosamente in corriera: il tempo trascorso chiacchierando con estranei e osservando il paesaggio scorrere dal finestrino è il carburante perfetto per rivivere l’atmosfera che un tempo ci univa; e poi perché amo dare una continuità fisica a un viaggio itinerante.

Il diario che state per leggere è il racconto del mio ultimo viaggio, ma anche della ricerca di qualcosa di più profondo, identitario. La voglia di riportare alla luce momenti condivisi e ritrovare degli amici nelle città che ora chiamano casa. Parto con uno zaino leggero, carico d’attese, e una speranza: nell’incontrare i Rezzonici, ricordare perché, in fondo, lo siamo ancora.

Ora è tempo di partire.