Tappa numero 2, Dall'11 al 12 agosto 2022
Giovedì 11 agosto 2022 – Relax al mare
Il primo viaggio notturno in Flixbus si rivela un’esperienza a dir poco memorabile, ma non in senso positivo. I sedili, troppo rigidi per pensare a un riposo comodo, e il tremito incessante del mezzo rendono difficile anche solo trovare una posizione accettabile. Gli autisti, due personaggi dall’aria decisamente poco rassicurante, guidano con uno stile “sportivo†che lascia poco spazio al relax. Inizialmente chiacchiero con Giorgio, provando a ignorare i sobbalzi. Ma quando decido di chiudere gli occhi, ecco che arriva lei: una nausea sottile ma persistente, che si sistema comodamente alla base dello stomaco e non mi abbandona più. Alla fine, riesco a dormire qualche ora, più per sfinimento che per reale comfort, dalle tre alle sei. Non va meglio per Giorgio, che appare altrettanto provato quando finalmente giungiamo ad Amsterdam dopo dodici ore di viaggio estenuante.Â
Scesi dal bus, ci accoglie un cielo incredibilmente sereno e un caldo inusuale per queste latitudini, quasi un regalo dopo la notte travagliata. Da Amsterdam dobbiamo prendere un treno per Leiden, dove vive Giorgio. Saliti a bordo, la differenza rispetto al bus è subito evidente: i treni olandesi sono puliti, spaziosi e incredibilmente puntuali. Dal finestrino scorrono rasserenanti paesaggi bucolici: campi verdi interrotti da canali luccicanti, sereni specchi d’acqua e piccoli boschi. Nonostante l’alta densità abitativa dei Paesi Bassi, qui tutto appare incredibilmente ordinato, con le città e i paesi che sembrano rispettare il diritto della campagna a esistere.
A casa di Giorgio, dopo una doccia e una breve pausa per riprendere fiato, ci mettiamo in sella a due biciclette per dirigere verso il mare. Pedalare in Olanda è un’esperienza unica: le piste ciclabili sono ovunque, perfettamente integrate nel paesaggio urbano e rurale, e gli automobilisti rispettano senza riserve chi si muove su due ruote. Pedalare qui non è solo un mezzo per spostarsi, è un modo di vivere.
Ci mettiamo un po’ più del previsto ad arrivare al mare, sia perché le mie gambe reclamano vendetta per la notte passata, sia perché non riesco a smettere di guardarmi intorno. Le case, con i loro mattoni rossi e le ampie vetrate, non sono nulla di straordinario, ma l’atmosfera che si respira è di una serenità contagiosa. Quando finalmente arriviamo nei pressi di Katwijk aan Zee, il mare del Nord ci accoglie con le sue dune sabbiose e una distesa di spiagge libere. Le biciclette sono parcheggiate in gran numero lungo i vialetti sabbiosi di accesso alla spiaggia (perché non c’è anche in Italia una simile cultura ciclistica?).
Tra Katwijk e Noordwijk aan Zee si estende Coepelduynen, una piccola ma preziosa riserva naturale protetta che copre circa 190 ettari. Questo luogo è stato intenzionalmente lasciato incontaminato per preservare il suo ecosistema unico, fatto di dune sabbiose modellate dal vento, una vegetazione autoctona e una fauna sorprendentemente varia. Una sottile striscia d’asfalto pedonale e ciclabile attraversa questa oasi di pace, e percorrerla in bicicletta è un’esperienza che tocca l’anima: il fruscio delle ruote sulla sabbia trasportata dal vento sull’asfalto, il profumo salmastro del mare portato dalla brezza, e il canto degli uccelli che si mescola al silenzio, creano una connessione profonda con la natura. Ogni pedalata è un invito a rallentare, ad assaporare la bellezza intatta di un paesaggio che sembra sospeso nel tempo.
Oltre ci aspetta Noordwijk, dove ci fermiamo per un bagno nelle acque sorprendentemente tiepide, rese così dalle temperature anomale di questa calda estate. Il mare è intorbidito, con qualche medusa qua e là , ma la spiaggia non è affollata e regala una piacevole sensazione di libertà . Dopo una lunga pausa a prendere il sole e recuperare il sonno perso, ci spostiamo in uno dei locali lungo la costa per bere qualcosa. L’atmosfera è vivace: gruppi di amici e famiglie si godono il tramonto, che colora il cielo di sfumature calde mentre il sole si tuffa lentamente oltre l’orizzonte.
Al ritorno, l’aria si fa più fresca, e pedalare sotto il cielo che si tinge di blu scuro è rilassante, un dolce contrappunto alla frenesia della notte precedente. Arrivati a casa, stanchi ma soddisfatti, decidiamo per una cena semplice: pizze surgelate riscaldate nel forno e una videochiamata con altri Rezzonici lontani. Mentre parliamo e ridiamo, ripenso alla giornata: sonno precario, pedalate, mare e tramonti. La stanchezza si fa sentire, ma c’è una gioia sottile che mi accompagna fino al momento in cui chiudo gli occhi.
Venerdì 12 agosto 2022 – L’Aia (Den Haag)
La casa di Giorgio è luminosa, come tutte le tipiche abitazioni olandesi, che approfittano degli ampi finestroni per catturare ogni raggio di luce. La mattina scorre con calma: una colazione tranquilla e poi via, in sella alle biciclette, verso la stazione. L'obiettivo è raggiungere Den Haag (L’Aia in italiano), una città particolare per il suo ruolo di centro politico dei Paesi Bassi, pur non essendone la capitale. Una peculiarità insolita, che suscita già curiosità .
Arrivati a Den Haag, il nostro approccio è semplice: camminare senza fretta, lasciando che la città ci sorprenda. Percorriamo le vie del centro, un mix armonioso di edifici storici in mattoni rossi e qualche moderna incursione architettonica. Qui, il fascino del passato si intreccia con la spinta verso il futuro, ma con equilibrio.
La zona della stazione ci rivela, invece, un'altra faccia: ampi grattacieli di vetro e metallo, alcuni dalle forme ricercate. È evidente il contrasto con il centro storico, ma sorprendentemente non stona. A differenza di Zurigo, qui le due anime urbane rimangono ben separate e, per questo, il passaggio non delude.
Den Haag si dimostra anche estremamente accogliente per chi si sposta a piedi o in bicicletta. La cartellonistica è pensata per guidare sia i pedoni sia i ciclisti, con segnali chiari e distinti. Questo piccolo dettaglio racconta tanto della mentalità olandese: un'attenzione concreta verso le persone e il loro movimento, sempre privilegiando i mezzi ecologici.
Pedalare o camminare lungo le strade di Den Haag è un'esperienza che dona speranza. Immagino quanto sarebbe bello portare in Italia questa filosofia: un mondo dove le macchine diventano l'ultima risorsa per spostarsi, non la prima e unica scelta. La sensazione è che qui ci sia una visione diversa del futuro, più sana ed equilibrata. Una visione che merita di essere imitata.
Cammino per le vie di Den Haag con la testa rivolta all'insù e mi lascio guidare dalla mappa della città presa a una bancarella di volontari. Grazie a questa e alla segnaletica cittadina, riusciamo a scoprire luoghi d'interesse come i giardini del Palazzo Reale, la Hall dei Cavalieri e una piazza curiosamente chiamata semplicemente Piazza.
Intorno a noi si ergono eleganti edifici in mattoni rosso cupo, su molti dei quali spiccano ampie finestre suddivise in piccoli riquadri di vetro. Giorgio, con la sua consueta passione per i dettagli, mi svela una curiosità affascinante: nel tardo medioevo, le tasse sulle finestre venivano calcolate conteggiando ogni singolo vetro. Le famiglie più facoltose, per ostentare il proprio status, suddividevano le grandi finestre in una miriade di riquadri, trasformando un’imposta in un simbolo di opulenza. Più ricco eri, più frazionavi le finestre, un gesto di vanità che oggi si traduce in un tratto distintivo della bellezza architettonica del centro cittadino.
Dopo pranzo riprendiamo il treno per tornare a Leiden. Giorgio ha un impegno, così approfitto del tempo da solo per rilassarmi e scrivere un po’. Mi siedo su una panchina vicino al laghetto proprio di fronte a casa sua. Il laghetto è un piccolo mondo a sé: ampio, circondato da vegetazione lacustre, ponti, sentieri e parchetti per bambini. Gli uccelli si muovono tranquilli tra i canneti, e la visuale aperta verso gli edifici bassi e residenziali ai lati dona una profonda serenità .
Giorgio mi racconta che è stata proprio questa vista a convincerlo ad acquistare casa. È una visione che porto con me mentre lascio Leiden e i Paesi Bassi. Alle sei del pomeriggio, sotto il cielo sereno di queste latitudini, salgo sul treno per Amsterdam, da cui partirò per la Danimarca con una seconda notte in corriera.
I giorni trascorsi qui mi hanno permesso di consolidare un’idea che avevo già maturato in passato: i Paesi Bassi sanno essere un luogo dove la società è più in contatto con l’ambiente, più attenta alle persone, più a misura d’uomo. Certo, le giornate di sole hanno contribuito a illuminare i lati migliori di questa terra, ma rimane la sensazione di un posto che sa insegnare molto sul vivere bene e in armonia.




















