Tappa numero 2, 5 agosto 1996
Giovedì 5 agosto – Glasgow
Il treno per
Glasgow ci aspetta cinque ore dopo la partenza, accogliendoci con un
cielo grigio ed una temperatura niente affatto estiva. L’impressione che la
città trasmette al primo impatto è quella che stia cercando di emulare il cielo
che la sovrasta, gareggiando con questo per apparire più grigia, per annullare
con più efficacia qualsiasi traccia di colore.
Senza perdere un secondo puntiamo decisi al TIC (Tourist Information Centre), un grande ufficio efficacemente
organizzato in St Vincent Place, praticamente affacciato su George
Square. Come prima esperienza di
viaggio itinerante ho una fede cieca in quello che riporta la guida, che tengo
spesso tra le mani. Riguardo all’ottima organizzazione scozzese in fatto di
prenotazione d’alloggi attraverso i TIC, la guida si dimostra più che
veritiera.
Scegliamo una bella casa in stile vittoriano in una delle strade del
centro, dalla facciata bianco candido e le ampie finestre coperte da spesse
tende color avorio. È più un piccolo ed accogliente alberghetto che un Bed&Breakfast come ce l’hanno
tacciato al TIC, ma odora sufficientemente di british da non farci storcere più di tanto il naso. Comunque solo
il tempo di buttare a terra i pesantissimi zaini e siamo già pronti a calcare i
marciapiedi di Glasgow per questo unico e striminzito giorno che le
concederemo.
Seguendo il suggerimento della
guida, come base di partenza scegliamo
George Square, un ampio spazio circondato da imponenti edifici in stile
vittoriano, tra cui l’ufficio postale,
Ridiscesi in città non possiamo esimerci dal condividere con gli
scozzesi la vita del pub. Non è affatto un problema fare nostra l’usanza di
salutare la sera con una buona pinta di birra e quattro chiacchiere seduti nei
pressi di un saldo bancone di legno. Il nostro primo pub ci allieta anche con
musica dal vivo, ricordandomi che simili ambienti hanno visto gli esordi di
gruppi musicali diventati poi molto famosi, come i Simple Minds ed i Tears for
Fears.
Alla fine di quello che diventerà un rituale giornaliero sempre
rispettato, continuiamo a vagare, spesso a casaccio, tra le vie di Glasgow,
fino a farci sorprendere dal buio. Per l’indomani ci aspettano le coste e le
vallate delle Highlands, la nostra vera meta.




















